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Visualizzazione dei post con l'etichetta fisioterapisti

Sempre col naso sul cellulare??

Nuovo video https://www.youtube.com/watch?v=XRUiOJtf1bo&feature=youtu.be

Un'afasia capricciosa

Da ormai parecchi anni tratto una walchiria di 92 anni. Emigrata dalla Lituania tedesca all’età di 14, ha vissuto in Italia per quasi 60 anni. Ciononostante, ha ancora l’accento crucco, parla in tedesco con i figli, e i generale con il tedesco sembra trovarsi sempre più a suo agio che con l’italiano. L’ho presa in carico dopo una protesi d’anca, e non l’ho più lasciata. Sebbene io sia più propensa ad indirizzare ad altri i pazienti dopo qualche tempo (trovo che cambiare approccio e mani, dopo un po’, sia indispensabile ), lei non mi ha permesso di mandarle un collega. Succede a tutti noi. Ormai è diventata una terapia reciproca, e senz’altro anch’io non potrei più farne a meno. La sua storia clinica è lunga e complessa (92 anni, che vi aspettavate?!) ma ve la risparmio. Vi dirò solo che soffre da anni di TIA, che si manifestano talvolta con una pericolosissima perdita di coscienza (cade improvvisamente , causa delle fratture dell’anca 10 anni fa), talvolta con degli innocui ma...

10 tipi di fisioterapista che potresti incontrare oggi stesso

1)       Il neolaureato . Si sente fortissimo, le terapie gli sembrano quasi tutte più facili di quanto credesse, si impegna molto e accetta qualunque paziente in qualunque parte del mondo. Essendo fresco di studi  considera sullo stesso piano diagnostico una patologia rarissima e una frequentissima.  E’ il motivo per cui spesso ci azzecca, rispetto a colleghi più esperti. Quello, e l’entusiasmo, lo rendono invincibile… fino al primo corso di approfondimento, quando cade nello sconforto della vastità di cose da sapere. 2)       L’”arrivato”. Ogni volta che lo incontri, lascia intendere di essere la massima autorità nel campo si cui si sta occupando in quel momento, anche se se ne occupa da due mesi. Spesso parla lasciando cadere briciole di sapienza che  spera tu raccolga -per il tuo bene-. Due mesi dopo, lo riincontri e si sta occupando di tutt’altro, in cui comunque è già diventato formatore di medici e professor...

10 cose che non sai sul tuo fisioterapista

1) Il corso di laurea in fisioterapia dura tre anni. In esso il fisioterapista impara l’anatomia, la riabilitazione e la nobile arte del cercare corsi affidabili per imparare tutto il resto. 2) Se il tuo fisioterapista ti sembra stanco, è perché ha passato tutto il giorno a dare attenzioni . Se sembra riposato, ha solo imparato a dissimulare molto bene. 3) Non c’è la tecnica perfetta: ma c’è sicuramente il fisioterapista giusto per te , quindi non smettere di cercarlo! 4) Il fisioterapista non è un mago : prima di chiedere una risoluzione istantanea ai tuoi problemi, chiediti quanto tempo ci hai messo a costruirli, in quanto tempo hai trovato una diagnosi, quanto ti ci è voluto per deciderti che ti serviva una mano, e fai una media realistica per il recupero. 5) Non omettere informazioni -anche di vecchia data- quando racconti di te: l’anamnesi è fondamentale . Ma non raccontare la ricetta dei biscotti di tua zia: l’anamnesi non è un libro di cucina. 6...

Miti da sfatare riguardo alla fisioterapia

1 ) I nervi grazie al cielo non si accavallano 2)Le terapie strumentali  (tens, ionoforesi,ipertermia,tecar)   non sono "La fisioterapia", Sono solo degli ausili e hanno senso solo se eseguite da fisioterapisti preparati, per un certo numero di minuti, e per alcune specifiche patologie. Attaccare un paziente ad una macchina e andarsene è la negazione del nostro lavoro. 3) Lo strappo muscolare è  raro. Più spesso è uno stiramento. 4) Scienze motorie e fisioterapia non sono la stessa cosa. Per esempio, una si occupa di mantenimento della funzione, l'altra di recupero della funzione. E' solo un esempio . 5) I fisioterapisti non fanno quasi mai massaggi. Solo quando la prescrizione è massoterapia, cioè massaggi, fanno dei massaggi. Altrimenti fanno kinesi terapia attiva e passiva,  fisioterapia pre e postoperatoria, rieducazione ai passaggi posturali, altre cose dal nome altisonante che non ricordo, più tutte le specialità del singolo terapista, che dipendono ...

Lasagna frullata.

Normalmente mi sentirete parlare bene dei pazienti, dei caregivers (coniugi, figli o genitori che si occupano del malato), e delle figure più o meno silenziose che rendono tollerabile uno stato di bisogno. Oggi,no. Per spiegarvi il motivo devo dirvi cos’è una nutrizione enterale. Se siete impressionabili, fatevela passare perché fa molto meno schifo di altre cose. Prendo uno stralcio dell’ottima guida dell’Istituto Clinico Humanitas: “La nutrizione enterale (NE) permette di nutrire artificialmente, attraverso una sonda, tutti coloro che per diversi motivi (anoressia, stenosi o fistole digestive,  difetti di deglutizione, ecc.) non possono essere alimentati adeguatamente per via fisiologica.  Si chiama artificiale perché vengono utilizzate delle miscele nutritive preparate artificialmente con quantità standardizzate di proteine, glucidi, lipidi, sali minerali, acqua, vitamine e oligoelementi che possono soddisfare  totalmente i fabbisogni metabolici dell...

UFO

Il bambino C., adorabile biondino di 8 anni, ha avuto una PCI 2+1 agli arti inferiori, che vuol dire che le gambe sono rigide, spastiche, con movimenti distonici, un braccio tende alla retrazione soprattutto durante gli sforzi, ma tutto sommato cammina (storto, con treppiedi,  con fatica, ma cammina) e soprattutto, come molti bambini colpiti da PCI , è un pochino più intelligente della norma. Dev’essere una questione di adattamento :  bambini con infermità fisica di qualche tipo sopperiscono al deficit fisico con la prontezza intellettuale.  Se viene coltivata con imparzialità, questa diventa intelligenza, altrimenti, diventa furbizia da quattro soldi.  Mi rincresce doverlo ricordare, ma i genitori che le danno tutte vinte a questi bambini, come se fossero così speciali da non aver bisogno di regole, si ritrovano in casa uno stronzetto supponente, che  tratta tutti come fossero creature a sua disposizione, e così oltre all’handicap sono anche antipatici....

E se capitasse a me? (è lungo, suggerisco una lettura rateale)

Qualche tempo fa, sapendo che del mio stage  formativo presso un famoso ospedale pediatrico, un amico mi ha chiesto:  “Cosa ti comporta emotivamente lavorare con queste situazioni?”  Intendendo dire che il burn-out di un terapista, seppur poco considerato, è senz’altro sempre in agguato, soprattutto in alcuni reparti tipo oncologia,   neurologia, le patologie croniche degenerative (cioè quelle che ora ci sono e sono tremende, e domani saranno peggio), e in generale le lungo degenze . Cosa succede in chi tratta pazienti la cui vita è  così profondamente permeata di anormalità ? Si diventa ipocondriaci? Si pensa di più alla morte? Ci si butta sul cinismo? Si vive nel terrore che possa capitare a noi o a qualcuno della propria famiglia? Ho capito che a nessuno piace particolarmente sentir parlare gli addetti ai lavori, per alcuni anche solo sentre queste domande “porta sfiga”. Ma qui siamo tra noi, se fossimo superstiziosi saremmo già morti so...