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lunedì 3 giugno 2019

L'anticoncezionale più sicuro del mondo si porta al braccio. E dura tre anni. (Ma in Italia nessuno lo sa).


L'anticoncezionale più sicuro* e discreto del mondo è un piccolo dispositivo sottile come un fiammifero, lungo ca. 4 cm che si inserisce sottocute con una procedura indolore velocissima eseguita dal medico. Di solito la zona di applicazione è sulla parte interna del braccio non dominante. Una volta inserito, ha una durata di tre anni. La rimozione è altrettanto rapida.

Come fisioterapista che si occupa anche di riabilitazione pelvica e di donne in gravidanza, mi capita di rispondere a molte domande che riguardano la sfera sessuale, e mi sono resa conto che c'è una certa confusione riguardo ad alcuni temi.
Oggi iniziamo quindi a parlare senza tabù di anticoncezionali, in particolare dell'impianto sottocutaneo. Il nome fa paura, ma è il dispositivo più piccolo, più comodo e più sicuro attualmente in commercio. Vediamo perché.



Una volta inserito, non ci pensi più per tre anni.
La durata reale della copertura anticoncezionale è maggiore di tre anni, ma questa è stata fissata come soglia di sicurezza per garantire una copertura totale. Attualmente si tratta del dispositivo più sicuro in assoluto, in quanto elimina completamente gli errori di assunzione (pillola dimenticata) o di applicazione (diaframma, condom o cerotto spostati).

Ben tollerato anche da chi ha problemi con gli anticoncezionali estrogenici, perché contiene solo progestinici a lentissimo rilascio. Gli anticoncezionali ormonali - pillola compresa- possono infatti essere una combinazione di estrogeni e progestinici, oppure solo progestinici come quello sottocutaneo. **

Costo accessibile
Sebbene il costo unitario del dispositivo sia abbastanza alto, bisogna considerare che va ammortizzato in tre anni. Qualunque altro anticoncezionale preso per lo stesso tempo costerebbe di più (ad eccezione della spirale, che comunque offre copertura minore).


Per avere un'idea, il Nexplanon è il più reperibile in Italia,si acquista in farmacia e costa ca.200€, più l'inserimento che va dai 50€ ai 100€ secondo l'onorario del medico. Ne esistono comunque diverse marche.  

Invisibile 
Non va inserito in vagina come il diaframma o il preservativo femminile, né nell'utero come la spirale. Non è visibile come il cerotto. Non bisogna ricordarselo come la pillola. Se per qualche ragione non desiderate che si sappia che prendete un anticoncezionale, senz'altro è il più discreto.

L'inserimento è indolore: viene preceduto dall'applicazione di una goccia di crema anestetica, dopodiché si inserisce un ago cannula sotto la cute del braccio, che rilascia il cilindretto anticoncezionale.  Il segno che lascia è un puntino più piccolo e meno profondo di quelli lasciati dall'acne, su alcune persone è proprio invisibile.

Può essere utilizzato in combinazione con il preservativo in caso di rapporti a rischio mst (malattie sessualmente trasmissibili)

Se si desidera programmare una gravidanza, o si preferisce tornare ad altro anticoncezionale, si rimuove facilmente. La rimozione è ad opera del medico.

Quando NON usarlo:
  • Come tutti gli altri anticoncezionali ad eccezione dei condom NON PROTEGGE DALLE MALATTIE sessualmente trasmissibili. L'unico sistema anticoncezionale che protegge da alcune malattie sessualmente trasmissibili è il preservativo, sia maschile sia femminile. Quello femminile, di cui parlerò in un altro articolo, sembra dare maggiore protezione anche riguardo alle candidosi. Naturalmente se si vuole una copertura anticoncezionale più sicura, o si hanno sia rapporti a rischio sia non, è possibile  ricorrere anche al preservativo quando necessario.
  • Come tutti i progestinici, può dare fenomeni di spotting (perdite di sangue o marroncine) non prevedibili. Contrariamente agli anticoncezionali combinati, non decidi tu quando sanguinare (con gli estrogeni il sanguinamento di solito segue l'interruzione dell'assunzione, quindi si può anticipare o ritardare semplicemente spostando il giorno di interruzione della pillola. Ne parlerò in un altro articolo qualora ci siano interessati).
  • Se per ragioni psicologiche, fisiologiche o etiche non si tollera l'anticoncezionale ormonale, non è adatto in quanto, seppur a dosaggio basso e graduale, e con effetti collaterali minori rispetto agli estrogeni, il progesterone è comunque un ormone.
  • Se per ragioni religiose o etiche si è contrari agli anticoncezionali, naturalmente non è adatto in quanto si tratta di un anticoncezionale. Ricordo in ogni caso che la maggior causa di aborto è costituita dalle gravidanze indesiderate, pertanto occorre valutare bene quale sia il male minore secondo il proprio sistema di valori.
  • Se l'introduzione sottocutanea di un corpo estraneo crea diffidenze psicologiche non è adatto. Tenete presente comunque che non si tratta di un diabolico microchip per controllarvi (giuro, mi hanno chiesto anche questo!) e se avete tatuaggi o piercing posso assicurarvi che quelli sono più invasivi.
  • Richiede la ricetta del medico curante o del ginecologo, e deve essere inserito da un medico che lo conosca. In italia molti ginecologi sono abilitati all'inserimento, ma non tutti. Se non volete che il medico sappia che prendete un anticoncezionale, non è adatto. Se il vostro ginecologo non sa inserirlo e non volete andare da un altro, non è adatto.

*Quando parlo di sicurezza mi riferisco al rischio gravidanza, non al rischio di trasmissione di infezioni. NESSUN anticoncezionale ad eccezione del condom protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili. 

**Ricordiamo che gli estrogeni favoriscono la maturazione dell'ovulo, mentre i progestinici favoriscono l'attecchimento di un solo ovulo nell'utero. Se questi ormoni vengono somministrati a scopo anticoncezionale i primi simulano la maturazione di un ovulo impedendo di fatto che ne maturi un altro, mentre i secondi agiscono sulla mucosa dell'utero impedendone l'insediamento.

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Qui trovate una bella revisione della letteratura scientifica su efficacia, confronto tra dispositivi, effetti collaterali ecc. Come sempre, vi invito ad una lettura ragionata: non tutti gli studi sono ugualmente attendibili!Se volete sapere come si legge criticamente un articolo, scrivetemi.

Se avete domande riguardo a questo o altri temi riguardanti la riabilitazione perineale, la salute pelvica, o la fisioterapia in generale, scrivetemi su: 
filippini.c@gmail.com 
oppure sulla mia pagina fb: https://www.facebook.com/riabilitazioneostia/

venerdì 24 novembre 2017

Chi sono

CHI SONO

Mi chiamo Chiara Filippini, sono nata nel '77, e mi interessano gli esseri viventi (umani, animali, piante). 
Dopo aver lavorato con i bambini per anni, e a contatto con il pubblico per altri anni, sono inciampata nella fisioterapia: il giusto connubio tra scienza, contatto ed empatia.
E' stato amore.
Mi sono laureata nel 2007, con una tesi sul neonato, poi è iniziata la lunga strada per ridurre la distanza tra quello che so e quello che vorrei imparare.

COSA FACCIO 

Dopo una preparazione universitaria di stampo neurologico (riabilitazione di ictus, Sclerosi Multipla, Parkinson, mielolesioni) ho voluto approfondire:

Rieducazione Posturale Globale metodo Souchard . E' un metodo di allungamento muscolare attivo assistito, derivato e rielaborato dal metodo Mézières. Si prefigge di agire sulla componente muscolare per correggere i compensi posturali che non sono più efficaci o che provocano dolore.


- Riabilitazione e facilitazioni per gestanti. Il periodo della gravidanza merita alcune piccole attenzioni per essere vissuto con piacere, e per limitare i fastidi che potrebbero insorgere (sciatalgia, respirazione affannosa, disturbi di continenza, linfostasi)

- Linfodrenaggio metodo Vodder . E' un massaggio linfatico, preciso ripetitivo e delicato. E' adatto a tutti, compreso: chi ha malattie autoimmuni, chi soffre di psoriasi, chi si è operato e ha una stasi linfatica, chi aspetta un bambino, e chi non può assumere farmaci.

Riabilitazione del pavimento pelvico: anche detto perineo, è la parte inferiore del bacino, compresi tessuti molli, genitali, muscoli e mucose. La riabilitazione è indirizzata a chi ha problemi di incontinenze, prolassi, urgenza, dolore, traumi e cicatrici. Io mi concentro principalmente sulla relazione tra perineo e postura, sul trattamento delle cicatrici, sulla rieducazione dello schema del contenimento/evacuazione. Collaboro con ostetriche, psicologi, osteopati e medici specialisti per tutte le altre esigenze.

- Per quanto riguarda le mie "fissazioni" come le correlazioni tra postura e articolazione temporo-mandibolare; l'enfasi sull'equilibrio; il concetto di abilità residua; la fisioterapia intesa come recupero o mantenimento della massima funzionalità possibile; la bellezza nell'armonia motoria; l'alfabetizzazione anatomica... ve le risparmio. Per ora.

DOVE SONO IO

Tratto i miei pazienti:
  • al loro domicilio, qualora impossibilitati a muoversi
  • il martedì, mercoledì, giovedì e sabato ---> ad Ostia, varie sedi
  • il venerdì---> nello studio podologico Fratocchi alla Garbatella www.podologogarbatella.it
  • il martedì e giovedì pomeriggio ---> presso lo studio Polimedico in via Umberto Giordano all' Infernetto

DOVE SIETE VOI

Siete su un blog, dove troverete considerazioni, racconti e aggiornamenti riguardanti la fisioterapia. Se avete domande, scrivetemi 

sull'email: filippini.c@gmail.com
su facebook: Chiara Filippini Fisioterapista http://www.facebook.com/riabilitazioneostia/
o su linkedin: http://www.linkedin.com/in/fisioterapistainmovimento/



Cos'è la fisioterapia

Ah no, la fisioterapia non mi serve, a me serve la riabilitazione.
Ho fatto la fisioterapia: la TENS e la TECAR, no?!
"Ah sei un  fisioterapista?! Allora fai i massaggi"

Quante volte ho sentito queste frasi?  
Dire che la fisioterapia sono "i massaggi" è come dire che le verdure sono "il radicchio".
Un po' riduttivo.
Facciamo un po' di chiarezza.
Su wikipedia troviamo una descrizione di fisioterapia estremamente esauriente: 

"è una branca della medicina che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito muscoloscheletrico, neurologico e viscerale attraverso molteplici interventi terapeutici, quali: terapia fisica (strumentale); terapia manuale/manipolativa;  massoterapia (massaggio); terapia posturale (Riequilibrio della postura);  chinesiterapia (movimento guidato attivo o passivo) e altre".

Come vedete, il massaggio c'è, ma è solo una delle strategie che possiamo utilizzare per il recupero di uno stato di salute.

Il fisioterapista è un professionista laureato (in Italia in 3 anni), che apprende queste strategie non solo durante il suo percorso di studi universitario, ma anche grazie a tirocini, master e approfondimenti. 

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Come per tutte le altre professioni della salute, la curiosità scientifica e la visione d’insieme devono essere sostenute da curiosità ed empatia, altrimenti si rischia di arroccarsi su protocolli ormai superati o , peggio, di cadere nel “pazientificio”: il trattamento fine a se stesso al puro scopo di lavorare, senza indagare se

-          Siamo adatti al paziente
-          Siamo preparati a sufficienza per la sua patologia
-          Siamo motivati e aggiornati

Detto questo, spesso i pazienti hanno una grande confusione riguardo al ruolo della fisioterapia nel recupero della salute.
-          Le terapie strumentali ( tens, tecar, ionoforesi) sono dei coadiuvanti per il trattamento del dolore, e per  disinfiammare i tessuti nella fase acuta. Trattano quindi il sintomo, non la causa, ed è per questo che di rado sono sufficienti, da sole, per la riabilitazione
-          Le terapie manuali e manipolative prevedono l’azione del fisioterapista con una blanda o nulla partecipazione del paziente. Tra queste annoveriamo le manovre osteopatiche, le facilitazioni respiratorie, le manipolazioni sul paziente non cosciente, il trattamento viscerale e così via.
-          La massoterapia, ossia il massaggio, è una manipolazione organizzata e con andamento progressivo che tradizionalmente si qualifica in base allo scopo che vuole raggiungere (antalgico, preparatorio all’attività sportiva, decontratturante ecc), o al distretto cui si riferisce (cervicobrachiale, dorsolombare, ecc)
-          La terapia posturale (Mezières, Souchard, Feldenkrais…) si prefigge di eliminare compensi dolorosi o inefficaci, e di modificare la forma dei distretti che presentano deformità o disfunzione
-          La chinesiterapia (fkt nelle prescrizioni mediche) è un insieme di esercizi, attivi o passivi , di movimento, che mirano alla riconquista di una funzione persa o ridotta, e al recupero delle autonomie motorie.

La fisioterapia si occupa quindi sia di riabilitazione sia di prevenzione, grazie ad un insieme combinato di tecniche che vengono scelte dal terapista in squadra con il paziente, e con gli altri professionisti della salute che si occupano del singolo caso.

Come fisioterapisti, abbiamo l’obbligo di cercare il miglior risultato possibile per quello specifico paziente, di informarlo sulle tecniche che adoperiamo, e di proporre un percorso adatto a lui.
I pazienti, dal canto loro, hanno la responsabilità (qualora coscienti) di essere “presenti” nel trattamento che li riguarda, di impegnarsi nella riabilitazione e di considerarsi parte di una squadra e non semplici fruitori di un’azione esterna.





martedì 19 aprile 2016

Un'afasia capricciosa

Da ormai parecchi anni tratto una walchiria di 92 anni. Emigrata dalla Lituania tedesca all’età di 14, ha vissuto in Italia per quasi 60 anni. Ciononostante, ha ancora l’accento crucco, parla in tedesco con i figli, e i generale con il tedesco sembra trovarsi sempre più a suo agio che con l’italiano.

L’ho presa in carico dopo una protesi d’anca, e non l’ho più lasciata. Sebbene io sia più propensa ad indirizzare ad altri i pazienti dopo qualche tempo (trovo che cambiare approccio e mani, dopo un po’, sia indispensabile ), lei non mi ha permesso di mandarle un collega. Succede a tutti noi. Ormai è diventata una terapia reciproca, e senz’altro anch’io non potrei più farne a meno.

La sua storia clinica è lunga e complessa (92 anni, che vi aspettavate?!) ma ve la risparmio. Vi dirò solo che soffre da anni di TIA, che si manifestano talvolta con una pericolosissima perdita di coscienza (cade improvvisamente , causa delle fratture dell’anca 10 anni fa), talvolta con degli innocui ma fastidiosi black out nella vista, e nelle crisi più durature di afasia di Wernicke.

I TIA , Attacchi Ischemici Temporanei, sono come dei mini-ictus. Una parte del cervello si trova senza ossigeno per qualche ragione, il tessuto cerebrale si mette da solo in riposo forzato, mette il cartello “trono subito” e riprende a funzionare quando il danno è stato riparato (o aggirato).

L’afasia è una alterazione del linguaggio, e prende nomi diversi in base ai tipi: quella di Wernicke è stata amichevolmente chiamata “l’insalata di parole” perché la grammatica è mantenuta, ma il paziente sostituisce alcune parole con altre reali, vere, di senso compiuto ma inappropriate al discorso. Esempio:  “volevo farti arrotolare (leggere) una cosa, ma non trovo i dischi (occhiali)”

Io e l’aiutante della mia walchiria ormai ci mettiamo in allerta già dalle prime sostituzioni: se durano poco e sono lievi, aspettiamo, in genere dopo il primo pisolino scompaiono. Se durano più di mezz’ora, rimaniamo in osservazione. Ma vi dirò che anche  portarla in ospedale è solo uno scrupolo: non possono farle nulla, a parte rivoltarla di analisi per poi confermare che ha… dei TIA ricorrenti!

In una delle crisi cui ho assistito, ho voluto fare un esperimento: ho chiamato un figlio e gli ho chiesto di parlare con lei in tedesco, per vedere se l’afasia dei bilingui si manifesta allo stesso grado in entrambe le lingue. Ero certa che si potessero paragonare  come presentazione, ma –ovviamente- non come parole.

La sorpresa è stata che  in tedesco non presentava afasia!

Evidentemente benché l’area del linguaggio sia sempre quella, le due lingue seguono connessioni cerebrali  diverse, e quelle della sua lingua madre vengono risparmiate (forse il cervello le ha messe in un posto più sicuro? O è un caso?)

Non conosco una letteratura sulle afasie dei bilingui, ma certo se Oliver Sacks avesse avuto la buona creanza di stare ancora qui con noi, prima o poi ci avrebbe illuminato con uno dei suoi studi!